16/03/16

Giornate FAI di primavera 2016, ecco cosa visitare in Sicilia




Scicli
Ritornano anche quest'anno, attesissime, le Giornate FAI di primavera!
Sapevate che siamo già alla 24° edizione? Ebbene sì! 
E allora preparatevi anche a questo nuovo appuntamento: il 19 e 20 marzo le delegazioni e i gruppi FAI di tutta Italia daranno vita a un ricchissimo programma fatto di eventi, di visite ai musei, di luoghi meravigliosi appositamente aperti e siti archeologici che sarà possibile visitare solo in quest'occasione. 
Molti di questi luoghi sono aperti infatti appositamente in occasione delle Giornate Fai, altri sono invece luoghi dimenticati e sottovalutati che meriterebbero invece il giusto risalto in mezzo a tutte le infinite bellezze artistiche, architettoniche e archeologiche sparpagliate in tutta Italia.
Tutelare questo immenso patrimonio culturale italiano richiede lavoro, attenzione e fondi: è per questo che il FAI conta su una grande partecipazione di pubblico ad eventi come questo, per sensibilizzare tutti noi alla salvaguardia delle bellezze che spesso abbiamo sotto gli occhi senza vederle...un vero peccato, no?
Ma occupiamoci della Sicilia: quali e quanti sono i siti aperti il 19 e 20 marzo? Sono tantissimi, ben 130 sparpagliati in tutta l'isola. 
Alcune aperture speciali sono riservate agli iscritti FAI (vi ricordiamo che ci si può sempre iscrivere!), come ad esempio l'apertura di Casa Mendola a Catania, la casa natale di Luigi Sturzo a Caltagirone o Porta Nuova a Palermo.

Catania, Casa-Museo Mendola - Photo by www.newsicilia.it

Palermo, Porta Nuova 
Ma la maggior parte dei siti saranno aperti a tutti!
Sono tantissimi e non possiamo elencarli tutti, ma vi anticipiamo che molti prevedono eventi specialissimi e assolutamente da non perdere. 
Qualche esempio?
Ad Agrigento sarà possibile visitare il Tempio di Demetra e il Baluardo a Tenaglia, solitamente chiusi al pubblico; 
a Catania verrà aperto l'Istituto per Ciechi "Ardizzone Gioeni", situato all'interno di un favoloso palazzo gotico con una cappella interna splendidamente decorata e un bellissimo portico; 
a Corleone, vicino Palermo, è previsto un bellissimo percorso attraverso sette Oratori delle Compagnie Bianche del Venerdì Santo, alcuni dei quali sono solitamente chiusi al pubblico e verranno appositamente aperti solo in occasione delle Giornate FAI; 
nella zona di Ragusa, non perdetevi le visite guidate a castelli e palazzi nobiliari di Vittoria, Modica e Ispica, nè l'interessante trekking archeologico e naturalistico a Comiso.

Per l'elenco completo dei siti aperti e il programma dettagliato degli orari potete consultare il sito ufficiale www.giornatefai.it.

A noi non resta che augurarvi buon divertimento e buon week end FAI!

Scarica qui le audio guide per visitare la Sicilia!





10/03/16

"Pane da cena": una ricetta siciliana tipica di Pasqua


Oggi torniamo a parlare di food sul nostro blog! 
Pasqua si avvicina e le preparazioni tipiche di questo periodo sono innumerevoli: di molte vi abbiamo già parlato in passato, di alcune vi abbiamo dato le ricette e siamo sicuri che qualcuno di voi lettori fedeli abbia anche provato a cimentarsi in cucina per riprodurle.
Non ci smentiamo: oggi proviamo a raccontarvi di una ricetta tipica della zona di Messina, il cosiddetto "pane di cena", o meglio i "panini di cena".
La tradizione vuole che si consumino esattamente il Giovedì Santo, ma ormai si trovano sempre più facilmente durante tutto il periodo pasquale e a volte anche al di fuori della zona di Messina.

Messina, Processione delle Barette www.strettoweb.it
Sembrano dei panini al sesamo, non è vero?
E invece no, non esattamente. Non sono panini comuni, innanzitutto non sono salati ma dolci! Piccoli, dolci e molto speziati hanno un sapore buonissimo che non si dimentica facilmente...se li assaggiate qui poi vorrete certamente rifarli a casa. 
Come? Vi aiutiamo noi...ecco la ricetta!

INGREDIENTI (per circa 6/7 panini)

250 gr. di farina 00
250 gr. di farina manitoba
50 gr. di burro
70 gr. di zucchero
250 gr. acqua
10 gr. sale
1 cubetto di lievito (o 150 gr di pasta madre)
noce moscata in polvere qb
chiodi di garofano in polvere qb
cannella in polvere qb
semi di sesamo 
un uovo

PROCEDIMENTO

Preparare l'impasto unendo l'acqua tiepida, lo zucchero e la pasta madre; mescolare e pian piano aggiungere il burro e le spezie in polvere. 
Continuare ad amalgamare l'impasto e successivamente incorporare le farine e il sale. 
Continuare a mescolare ed impastare fino a raggiungere una consistenza simile a quella del pane. 
Lavorare l'impasto sul tagliere con un pò di farina, poi lasciarlo lievitare coperto per circa 2-3 ore, o comunque fino a che il volume non sarà raddoppiato: un posto caldo o tiepido sarà l'ideale (ad esempio vicino il termosifone).


Una volta lievitato, dividere il panetto in 6 o 7 paninetti più piccoli, disporli su una teglia ricoperta di cara forno e lasciarli lievitare ancora per circa un'ora. 
Trascorso questo tempo, spennellare ogni "panino" con l'uovo sbattuto e ricoprirne la superficie con i semini di sesamo.
E finalmente è il momento di infornare! 
Il forno dovrebbe essere già caldo a una temperatura di circa 220 gradi. Per il tempo di cottura, dipende dal vostro forno: può andare dai 15 minuti in su...controllate di tanto in tanto e quando sono ben dorati tirateli fuori, lasciateli raffreddate all'aria aperta e...buon appetito!
Sono ottimi anche a colazione o per merenda, farciti con ingredienti dolci o salati a contrasto.
Che ve ne pare?














02/03/16

Modica: la nostra top 5 delle migliori cose da fare, vedere e assaggiare

Photo by www.skyscrapercity.com

Se state viaggiando attraverso il sud est della Sicilia, sicuramente nel vostro itinerario è prevista una tappa a Modica
Tutte le guide (e i vostri amici che ci sono stati prima) vi dicono che è meravigliosa, tranquilla e vitale al tempo stesso, pienissima di chiese (ve lo abbiamo raccontato anche noi qui sul blog, qualche tempo fa: qui potete rileggere il post) e con un barocco superbo. Tutto vero!
Ma quali sono le cose davvero imperdibili da fare a Modica?
Tra "grandi classici" e scelte più "alternative", eccovi la nostra personalissima top 5 delle cinque cose da fare a Modica!

1. FOTOGRAFARE IL PAESAGGIO DAL BELVEDERE (O SEMPLICEMENTE GODERSELO)

Photo by Walterego www.juzaphoto.com
Il Belvedere San Benedetto è uno dei punti panoramici più belli della città; sorge su uno dei quattro colli che circondano Modica (Pizzo, Gaganta e Monserrato). 
La città si stende come un tappeto sotto i vostri occhi, con i suoi tetti arroccati uno sull'altro, i campanili delle tantissime chiese che svettano qua e là, l'eleganza dell'unica strada più ampia e nobile, il Corso Umberto I.
Che veniate all'alba, al tramonto o nel bel mezzo della giornata, questo è il posto giusto per gli amanti della fotografia. Ma è altrettanto emozionante semplicemente sedersi su una delle panchine, ammirare il panorama e perdersi a immaginare come doveva essere Modica un tempo, quando al posto del Corso Umberto scorreva addirittura un ampio corso d'acqua...Questa storia, insieme a tante altre, ve la raccontano le audio guide di Modica: le trovate qui pronte da scaricare in MP3. Non vi resta che indossare le cuffiette e ascoltare...

2) UNA PASSEGGIATA A MODICA ALTA

Photo by www.siciliatoday.net
Come saprete, Modica si divide in (almeno) due zone: Modica bassa e Modica alta. 
La prima è quella più ricca di chiese, attrazioni turistiche, palazzi barocchi, ristoranti, bar, locali notturni, musei, e si sviluppa attorno a Corso Umberto I, la via principale e "salotto buono" della città. Va certamente visitata e goduta in ogni suo angolo! 
Ma non sottovalutate Modica Alta: anche questa zona della città è bellissima e affascinante, più autentica e vera, meno affollata dai turisti e più vissuta dalla gente del posto. Perdetevi a passeggiare tra le vie, i vicoli e le incantevoli piazzette; vi imbatterete in belle chiese e splendidi palazzi, come ad esempio quello di Tommasi-Rosso col suo portale intagliato, le balconate in ferro battuto e i mascheroni in pietra.

3) FARE UNA SCORPACCIATA DI CIOCCOLATO DI MODICA


Parliamo di "scorpacciata" per vari motivi. 
Primo, ce ne sono talmente tante varietà che non potrete resistere alla tentazione di assaggiarne quante più possibile: peperoncino, cannella, vaniglia, carruba, pistacchio, menta, zenzero, noce moscata, caffè...e potremmo continuare ancora! 
Secondo, perchè è molto più "leggero" rispetto al cioccolato comune: non ci sono aggiunte nè di burro nè di latte nè di creme, ma è fatto solo di cacao e zucchero, quindi possiamo concedercene una quantità più consistente prima di considerarla un' "abbuffata" vera e propria! E va benissimo anche per i vegani e gli intolleranti al lattosio.
Lo troverete ad ogni angolo della città, ma il nostro preferito, quello top per eccellenza, è quello dell'Antica Dolceria Bonajuto, che lo ha reso famoso nel mondo e vi accoglierà in un locale dallo stile antico e dall'atmosfera autentica, in un piccolo vicolo di Modica bassa: qui potrete assaggiare tutte le varietà e i gusti a volontà prima di scegliere quale - o quali! - acquistare.
Potete anche visitare l'interessante Museo del Cioccolato, ospitato dentro il Palazzo della Cultura in Corso Umberto I 159: qui scoprirete il percorso di produzione del cioccolato e delle spezie dall'antichità e scoprirete che questa delizia si può non solo mangiare ma anche...scolpire!
Se avete la fortuna di trovarvi a Modica nel periodo giusto, godetevi il festival più "cioccolatoso" (...ehm, "cioccolatoso" esiste vero? Come "petaloso"? :D ) che ci sia: Chocobarocco, che ultimamente ha cambiato il suo nome in ChocoModica: informatevi sul web sulle date previste per il prossimo anno, nel 2015 è stato a dicembre.

4) SCEGLIERE IL VOSTRO PREFERITO TRA I "DUE DUOMI" DELLA CITTÀ

Photo www.ragusanews.it
Eh si, avete capito bene: Modica ha due Chiese Madri, due Cattedrali, due "Duomi"! Strana cosa, vero?
Si tratta della Chiesa di San Giorgio e della Chiesa di San Pietro. La controversia ha origini antichissime, già alla fine del 1500 le due chiese si contendevano il titolo di matrice, e non solo: chi era il Santo Patrono di Modica? San Pietro o San Giorgio? 
I fedeli si divisero per secoli in devoti del primo ("Sanpitrari") o del secondo ("Sangiorgiari"), tanto da determinare la divisione della città in due aree ben distinte, Modica Alta con il suo San Giorgio e Modica Bassa fedele a San Pietro. 
Ancora oggi, passeggiando per i vicoletti del centro, si trovano targhe in pietra con su inciso "limite delle due matrici", a conferma dell'antica contrapposizione. Contrapposizione definitivamente risolta dalla Sacra Congregazione nel 1884: semplice, le due chiese hanno pari dignità. Con buona pace dei modicani dunque, la città ha oggi due chiese madri e due santi patroni!
Voi visitatele entrambe: entrambe sono stupende e di entrambe trovate l'audio guida che vi spiega ogni cosa, compresa la storia della celebre controversia tra le due...Poi decidete qual'è la vostra preferita!


5) GODERSI LA MOVIDA NOTTURNA!

Photo www.scoprimodica.it

Modica è una città incredibilmente vivace e divertente! 
Lasciatevi coinvolgere dalla "movida" locale, qui le serate sono spesso miti anche durante l'inverno, è piacevole passeggiare per il centro storico e fermarsi a bere qualcosa nei locali con i tavolini all'aperto.
Iniziate con un buon aperitivo o una birra fresca ammirando il tramonto: lungo il corso Umberto, e nelle stradine attigue che si sviluppano alle sue spalle, non mancano i caffè e i locali dove iniziare la serata. 
Per cena concedetevi una buona pizza o - meglio - una cena tipica in una delle trattorie del centro, dove assaggiare tutte le specialità locali, dalle carrellate di antipasti rustici (scacce, olive, arancini, formaggi tipici, salumi, uova), ai primi (pasta o ravioli) conditi con sugo di maiale, senza dimenticare i dolci, cannoli alla ricotta e cioccolato modicano in testa! (E per approfondire l'argomento cibo, al quale sappiamo che voi cari lettori siete parecchio sensibili, rileggetevi questo vecchio post con i nostri consigli su cosa scegliere dai menù siciliani...vi servirà! :D )
Dopo, avrete bisogno di una bella passeggiata, e soprattutto di un digestivo e un bicchierino: dirigetevi a zonzo lungo Corso Umberto e perdetevi nelle stradine attorno a Piazza Matteotti, qui i locali abbondano e i giovani del posto si mischiano a turisti e visitatori facendo le ore piccole...tra drink, concerti, live music e dj set non vi annoierete di certo!

E voi siete mai stati a Modica? Siete d'accordo con la nostra top 5? Ci sono altre cose che vi piacerebbe raccontarci o che suggerireste di fare a Modica? Raccontateci le vostre esperienze!


Scarica qui le audio guide in MP3 per visitare Modica!





29/02/16

Sicilia in treno: 3 ferrovie storiche per un viaggio "slow"


Quella che vi proponiamo oggi è un'idea un pò particolare ma di sicuro effetto: perchè non visitare la Sicilia spostandosi in modo "lento", assaporando il paesaggio che scorre chilometro dopo chilometro godendoselo dal finestrino di un treno un pò old style?
Se l'idea vi stuzzica, abbiamo scovato per voi tre ferrovie storiche che attraversano luoghi bellissimi e vi accompagneranno alla scoperta di angoli di Sicilia poco conosciuti o a volte addirittura ignorati dal turismo di massa.

1. DA MODICA A DONNAFUGATA


Non stiamo parlando di un treno storico nè di un trenino per turisti: questa è una vera e propria tratta ferroviaria "normale", pensata per pendolari e gente del posto. Se da un lato questo dimostra quando arretrata e malmessa sia la rete del trasporto ferroviario in Sicilia (lenta, con convogli non sempre moderni e confortevoli, a volte in ritardo), dall'altro questa versione old style del trasporto in treno può offrire a turisti, curiosi e viaggiatori con del tempo a disposizione un'esperienza molto particolare, soprattutto per i paesaggi meravigliosi che si attraversano e il senso di libertà che viaggiare in treno, lentamente, sicuramente trasmette.
Si parte da Modica, direzione Ragusa Ibla: gli scorci paesaggistici sono emozionanti, campagne e vallate. Arrivati a Ragusa Ibla il treno compie una curva stretta ed entra in una galleria per raggiungere Ragusa superiore e procedere poi lungo un grande tornante da cui si gode una vista incredibile della città...una prospettiva decisamente non scontata! 
Il treno raggiunge il suo capolinea al bellissimo, affascinante e misterioso Castello di Donnafugata, che merita assolutamente una visita, col suo giardino incantato e il particolarissimo labirinto. Ve ne abbiamo già parlato qui: rileggete il post per saperne di più sul castello...che non è un castello!

2. CIRCUMETNEA


Anche la linea Circumetnea, come il treno per Donnafugata, non è un treno prettamente turistico, ma pensato per i pendolari e la gente del posto, nonostante molto spesso capiti che vengano organizzate escursioni turistiche con carrozze d'epoca.
Il percorso della Circumetnea è davvero emozionante: la littorina fa il giro dell'Etna, facendo tappa in molti dei paesini alle pendici del vulcano. 
Il paesaggio che si gode dai suoi finestrini è mozzafiato: l'Etna, nero di lava e dalla cima bianca di neve, si staglia contro il cielo azzurro e limpido, un ciuffo di cenere vulcanica a volte fuma dalla cima, il territorio attorno si apre improvvisamente in scorci di paesaggio lavico. 
Si parte dalla stazione di Catania Borgo e si arriva a Riposto, attraversando paesi suggestivi e interessanti come Paternò, Adrano, Bronte, la "capitale" del famoso pistacchio, e Randazzo, con il suo centro dall'atmosfera medievale. 
Inutile dirlo, ognuno di questi paesini merita una sosta: decidete voi, in base al tempo che avete a disposizione e alla vostra ispirazione del momento, dove e quante volte saltare giù dal treno!

3. VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO



È grazie all'Associazione Ferrovie Kaos, che unisce la passione per l'archeologia a quella per i treni, che oggi è possibile visitare la meravigliosa Valle dei Templi di Agrigento, tappa must di ogni viaggio in Sicilia, utilizzando un antico treno storico.
Si parte dalla stazione di Porto Empedocle, uno degli scali più importatnti dell'isola sin dall'800, quando serviva da scalo e collegament tra i vari centri minerari siciliani. Presidente onorario dell'Associazione Ferrovie Kaos è il famoso scrittore Andrea Camilleri!
Informatevi, sul sito dell'associazione, sugli eventi particolari che vengono periodicamente organizzati, come ad esempio il prossimo festeggiamento per la celebre Sagra del Mandorlo in Fiore.

Che ne pensate di quest'idea di viaggio slow? Avete mai provato a visitare i principali luoghi turistici in treno, in autonomia e libertà?
A noi l'idea piace molto!



Scarica qui le audioguide per visitare la Sicilia!








18/02/16

10 giorni in Sicilia d'inverno: cosa visitare?

Photo by www.myluxury.it
Questo post nasce come risposta alle tante email che ci avete mandato con questa domanda: quali sono le tappe imperdibili per un viaggio in Sicilia in inverno?
La prima risposta che ci sentiamo di darvi è: la Sicilia è GRANDE. 
È stracolma di posti meravigliosi, e anche se ci troviamo a viaggiare in inverno (e quindi lasciamo automaticamente fuori tutte le tappe "balneari": spiagge, località di mare, isole minori) le cose da vedere sono davvero tante

È anche vero che molto spesso non si dispone di tanto tempo: una o due settimane al massimo sono il tipico periodo che ci è concesso per le vacanze, quindi bisogna "condensare" il più possibile, cercando di non correre troppo, apprezzare tutto, e magari programmare di tornare nella bella stagione per godersi anche un pò di mare!
Ci abbiamo provato: abbiamo provato a confezionare un piccolo itinerario che tenta di comprendere tutti i must. Magari si corre un pò, bisogna essere un pò attivi, ma alla fine ne sarà valsa la pena!

Arrivate a Messina? Seguite questo itinerario passo passo. 
Arrivate a Palermo? Fatelo al contrario!
Via!

TAORMINA, ETNA, CATANIA (3 GIORNI)



La vostra prima tappa sarà Taormina, il super classico di ogni viaggio in Sicilia. 
Ma è davvero così bella come dicono? Si, lo è. 
Quindi, anche se siamo in inverno e non andrete a fare il bagno all'Isola Bella, ve la godrete lo stesso. Anzi, forse di più: i prezzi in bassa stagione sono più bassi, la confusione è decisamente inferiore e vi troverete a visitare una meraviglia come il Teatro antico senza fare file chilometriche nè rimanere ammassati tra gruppi organizzati. 
Il tempo è (quasi) sempre bello qui: quindi godetevi le tiepide giornate invernali, le passeggiate per il centro della cittadina, il meraviglioso paesaggio che si gode dal belvedere. 
A Taormina basta fermarsi un giorno, potete pernottare qui e poi ripartire alla volta di Catania.




Qui potete soggiornare due o tre notti. 
Di Catania abbiamo già parlato tante volte qui sul blog, a cominciare dal nostro celebre post su come trascorre 24 ore a Catania (è un tour de force, ma sarà divertente!) o da quello sulle 6 cose da fare a Catania con meno di 6 euro

A supportarvi nella visita della città ci pensiamo noi: qui trovate il nostro audio-tour della città da scaricare in MP3, costa € 3,99 (la metà se avete la Catania Pass) e dura ben due ore durante le quali vi accompagneremo alla scoperta di tutti gli angoli più belli della città, raccontandovi della leggenda del Liotro, mostrandovi la splendida Cattedrale e le sue cappelle interne, esplorando il mitico Monastero dei Benedettini, percorrendo assieme la splendida via Crociferi, e tanto altro!


Photo by Parco dell'Etna

Il giorno dopo, è il momento magico: si sale sull'Etna
In inverno, se c'è abbastanza neve, è possibile sciare guardando il mare a valle...un'esperienza imperdibile che si può fare in pochi posti al mondo!
Se non sciate o non c'è neve, potete optare per un'escursione con delle guide specializzate che vi porteranno in cima ai crateri.

Se c'è tempo, durante il vostro soggiorno a Catania, fate una capatina ad Aci Castello e Acitrezza, borghi di pescatori a pochi chilometri dalla città e ricchissimi di storia, leggende e miti, come quello relativo all'origine del loro nome: sapete perchè così tanti paesi della zona hanno il nome che inzia per "Aci"? Scoprirete la leggenda di Aci e Galatea...
Se volete, anche per Acitrezza e Aci Castello ci sono le nostre audio guide: le trovate qui!



SIRACUSA E NOTO (2 GIORNI)

Il giorno dopo, si parte verso sud: prossima tappa, Siracusa.
Non si può viaggiare in Sicilia senza visitare Siracusa: fermatevi qui almeno una notte, scegliete una sistemazione nella bella isola di Ortigia (una curiosità: si dice "andare in Ortigia" e non "andare ad Ortigia"...lo sapevate?).
Ortigia è un gioiellino da visitare a piedi: perdetevi lungo le stradine colme di negozietti, ristoranti, locali, gallerie d'arte; ma spingetevi anche oltre, nella parte più autentica e meno turistica, lungo vicoli dove giocano i ragazzini per strada e le nonne siedono davanti la porta a chiacchierare con le vicine di casa...
Due sono le visite must a Siracusa: il Castello Maniace e il Teatro Greco.

Photo: www.ildistretto.it
È il momento di lasciare Siracusa: spostatevi verso sud, destinazione Ragusa!
Ma durante la strada fate una tappa a Noto, la città barocca per eccellenza, così bella per le sue architetture in pietra calcarea da essere soprannominata "Giardino di Pietra"
Anche qui potete visitare la città in qualche ora grazie alle audio guide: il percorso parte da Porta Reale, porta d'accesso alla città antica. 
Per una pausa golosa vi consigliamo una granita alla mandorla al Caffè Sicilia (...si dice sia la più buona dell'isola!).



RAGUSA, MODICA, SCICLI (2 GIORNI)

Da Noto raggiungete Ragusa e le cittadine vicine: Ragusa Ibla, Modica e Scicli sono tutte incantevoli città UNESCO e tutte set della fiction il "Commissario Montalbano"
Il centro di ognuna di esse si può visitare comodamente a piedi; anche qui le audio guide vi faranno compagnia, le trovate qui!



Dal ragusano mettetevi in viaggio di buon mattino e percorrete la SS 115 in direzione Trapani; lungo strada fate una sosta per ammirare il luogo simbolo della Sicilia, la Valle dei Templi di Agrigento. 

Photo: www.guidaturisticaagrigento.it

IL TRAPANESE (2 GIORNI)

Proseguendo lungo la strada costiera, ammirate il mare e raggiungete la zona del trapanese. Qui le cittadine più belle in cui pernottare sono Mazara del Vallo, Trapani e Marsala, una più bella dell'altra e ognuna caratterizzata dalla sua architettura e dal suo centro storico ricco di atmosfera autenticamente siciliana.
Non potete non visitare Erice, la cittadina arroccata sul promontorio, bellissima col suo castello e la vista che si gode dalla cima!



PALERMO (2 GIORNI)

E finalmente, eccoci a Palermo! La bellezza e regalità di questa città vi conquisterà, con tutte le sue contraddizoni, il traffico, i mercati, i palazzi arabi e normanni, i dedali di stradine e i grandi e nobili viali. 


Se avete tempo, potete visitare anche la vicina Monreale e poi, ripartendo alla volta di Messina per completare il vostro giro della Sicilia, fermarvi a Cefalù: è una località di mare, me merita una visita anche in inverno...che poi proprio inverno-inverno qui non è (quasi) mai!



Scarica qui le audio guide in MP3!




10/02/16

8 luoghi insoliti (e ignorati dal turismo di massa!) da visitare in Sicilia

Scicli, Chiesa Rupestre
Viaggio in Sicilia: cosa visitare? Il Domandone!
È ovvio che tutti vogliano vedere la splendida Taormina, il mare dell'Isola Bella, il teatro greco di Siracusa, la regalità dei palazzi di Palermo e la maestosità selvaggia dell'Etna...
E probabilmente è questo quello che visiterete alla vostra prima volta sull'isola (...più Catania, le cittadine barocche del Val di Noto, i Templi di Agrigento eccetera: non mi metterò ad elencarli tutti, per quello avete le guide tradizionali!). 
Ma poi? La seconda, e la terza volta che verrete in Sicilia? 
Perchè tornerete, questo è sicuro. E quando lo farete, vorrete scovare quei posti ignoti e insoliti, senza turisti, senza confusione, senza file per accedere, ma ugualmente belli e incredibilmente affascinanti...posti che vi fanno dire "wow" e che consiglierete a chi verrà dopo di voi.
E di questi posti ce ne sono davvero a centinaia (parola nostra di autoctoni...). Oggi ve ne consigliamo 8, e aspettiamo le vostre segnalazioni se ne conoscete altri o volete segnalarcene di diversi: scriveteci, twittateci, seguiteci su Facebook...comunichiamo!

1. AVOLA ANTICA
Photo www.sicilia.cosavedere.net
Dopo aver visitato Avola, e fatto una bella scorta di mandorle doc da portare a casa, avventuratevi su per i tornanti che conducono in cima alla collina del monte Aquilone. La vista è pazzesca, e sono ancora visibili i resti dell'antica città, distrutta dal terremoto del 1693 e poi ricostruita a distanza, come molte altre cittadine degli iblei.

2. GROTTA DELLE TRABACCHE - RAGUSA

Grotta delle Trabacche - Ragusa
Appena fuori dal centro abitato di Ragusa, vi troverete immersi in una campagna davvero bellissima: siamo nella zona sud-est della città, nella contrada chiamata "Centopozzi" (proprio perchè costellata di numerosi vecchi pozzi, usati nell'antichità per l'approvvigionamento idrico delle campagne circostanti).
È proprio qui che si trova la Grotta delle Trabacche, un complesso cimiteriale ipogeico tra i più noti e antichi di Sicilia. Per raggiungerla, bisogna percorrere un breve tratto a piedi e poi ci si ritrova davanti al cancello di ferro che chiude l'ingresso.

3. UN TOUR DELLE PICCOLE CITTADINE DEGLI IBLEI: CHIARAMONTE, GIARRATANA, MONTEROSSO, BUCCHERI

Giarratana - Photo www.why-sicily.com
Vi servirà una macchina. Montate a bordo e accendete il navigatore: le cittadine arroccate sulla catena montuosa degli iblei sono del tutto sconosciute al turismo di massa, conservano un'atmosfera antica e sono ricche di suggestioni, scorci e specialità gastronomiche. In più, spesso sono teatro di bellissimi eventi, come il Med Fest, festival medievale a Buccheri, o la "Sagra della cipolla" a Giarratana, ad agosto: immaginate cipolle giganti cucinate in tutti i modi possibili e immaginabili, compreso il gelato. Ecco, vi divertirete!

4. CAVA ISPICA

Cava d'Ispica
Ecco un altra escursione super interessante da fare se vi trovate nelle zone di Modica e Ragusa. A pochi chilometri di distanza, potrete visitare la bella cittadina di Ispica, anch'essa frequentata poco o nulla dai flussi turistici, e soprattutto potrete raggiungere il Parco archeologico di Cava d'Ispica, che si sviluppa per ben 14 km in una vallata tra le città di Modica e Ispica. 
Alla cava si può infatti accedere partendo da entrambe le città: il "trekking", molto molto semplice e agevole, è però spettacolare dal punto di vista naturale e archeologico, con le sue gole a strapiombo e i resti di complessi rupestri come chiese e altri edifici.
La nostra audioguida vi accompagnerà alla scoperta di una parte della cava: scaricatela qui e avventuratevi a piedi!

5 CASTELVETRANO


Piccolo paesino in provincia di Trapani, ha un centro storico affascinante fatto di piazzette collegate e stradine, vicoli e scorci d'altri tempi. Il pane nero di Castelvetrano è famoso: prodotto con farina integrale di grano duro siciliano e con una farina particolare che lo rende dal colore più scuro e dal gusto particolarissimo; potete farne una scorta, è un pane prodotto col metodo antico, che si conserva anche per parecchi giorni.

6. PALMA DI MONTECHIARO

La Chiesa Madre di Palma di Montechiaro
Cittadina in provincia di Agrigento, antichissima (fondata nel 1637), è molto suggestiva da visitare: potete cercare i monasteri delle monache di clausura, dove ancora oggi le suore preparano squisiti dolci e biscotti che vendono ai (pochi) visitatori. 
Poi spingetevi fino al Castello, da dove si può ammirare una minuscola spiaggetta chiusa in un golfo; tutto il tratto di costa attorno a Palma di Montechiaro è pieno di insenature e piccoli lidi difficilmente raggiungibili e ben poco frequentati...angoli di paradiso!

7. LE CHIESE RUPESTRI A SCICLI

Photo: www.scicliospitalitadiffusa.it
Quando visiterete Scicli, vi renderete subito conto della sua struttura di città rupestre: il colle di San Matteo, con i suoi versanti ripidi, sembra proprio abbracciare la città. Le chiesette rupestri ancora visitabili sono incantevoli e affascinanti: avventuratevi fuori dal centro della città, verso i quartieri più periferici e chiedete delle chiesette di Santa Lucia, della Madonna di Piedigrotta, del Monte Calvario e della Madonna della Catena. La gente del posto noon avrà esitazioni ad indirizzarvi nella giusta direzione!

8. BORGO CUNZIRIA - VIZZINI

Cunziria
Abbandonato in seguito alla rivoluzione industriale, questo minuscolo borgo vicino Vizzini, ai margini della provincia di Catania, è oggi completamente deserto e disabitato
In questi luoghi visse Giovanni Verga e qui ambientò parecchie delle sue novelle; successivamente, i luoghi della Cunziria sono stati set per le trasposizioni cinematografiche di Cavalleria Rusticana e La Lupa. 
Passeggiando tra muri a secco grigi, edifici di pietra bianca, vialetti che si snodano su per la collina, e circondati dal profumo di zagara, vi sembrerà proprio di essere immersi in una novella verghiana. 
È tutto completamente disabitato, ma se vi affascina la zona e l'atmosfera che si respira qui, potete fermarvi nell'omonimo agriturismo poco lontano.



Visita la Sicilia con le audio guide: scaricale qui!


26/01/16

Itinerario a Catania sulle tracce della "Santuzza"


La Festa di Sant'Agata sta per arrivare e la città di Catania si prepara ancora una volta a celebrarla!
Migliaia di turisti e curiosi sono in arrivo per vivere la festa, conoscere da vicino l'energia dei devoti e ripercorrere le tracce della Santuzza e della sua storia. 
Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della vera storia di Agata e del suo martirio, oggi vi accompagniamo sulle sue tracce, in visita alle tre chiese del cosiddetto "Sacro Trittico"i luoghi in cui la santa trascorse la fase finale della sua vita terrena. 
Infatti, la Chiesa di San Biagio in piazza Stesicoro, la Chiesa di Sant’Agata al Carcere (in via Cappuccini) e la Chiesa di Sant’Agata la Vetere (in via Santa Maddalena) sono edifici di culto, ricostruiti dopo il terremoto del 1693, ma eretti nei luoghi in cui la santa fu torturata e imprigionata, subì il martirio e morì. 

Pronti a percorrere questo itinerario insieme? Andiamo!

Siamo in piazza Stesicoro. La zona in cui sono situate queste tre chiese corrisponde al limite settentrionale della città romana dell'epoca, vicina alle gradinate dell’anfiteatro ed alle vaste necropoli, dove sorgeva l’antico pretorio romano, sede del proconsole che governava la Sicilia e luogo in cui si amministrava la giustizia e si trovavano le carceri ed i tribunali. 
Distrutto dal violento terremoto che scosse Catania mentre S. Agata fu posta sul rogo, il palazzo pretorio non venne più ricostruito e sulle sue rovine sorsero varie edicole votive.

La prima delle chiese del "Sacro Trittico" è la Chiesa di San Biagio, chiamata anche Sant'Agata alla Fornace perchè è qui che Agata fu carbonizzata. 
La Chiesa fu costruita dopo il terremoto del 1693, preceduta da una scalinata e da un ampio sagrato chiuso da un’elegante cancellata in ferro battuto, sormontata dalle sigle della Vergine Maria, un globo in ferro, una croce ed un cuore trafitto da una spada. Al centro di essa vi è l’iscrizione Tuam ipsius animam pertransibit glaudius, “Una spada trafiggerà l’anima tua propria”; a destra, invece, si legge: In medio ignis non sum aestuata, “In mezzo al fuoco non bruciai”; a sinistra, sotto una mitra, si legge: Virtute clarus et fide, “Illustre per virtù e fede”.
Il bianco prospetto, in pietra calcarea di Siracusa, è opera tardo-settecentesca di Antonino Battaglia: presenta unico ordine ed un partito centrale con quattro grosse colonne, fiancheggianti il portale d’ingresso, che sorreggono un frontone triangolare. Sopra il portale d’ingresso spicca il grande medaglione in marmo bianco con l’Addolorata, dello scultore catanese Salvatore Calì della fine del ‘700. Completa l’edificio un attico con le statue di San Biagio, Sant’Agata, Sant’Andrea e due puttini. 
Dalla chiesa di San Biagio il 3 febbraio di ogni anno parte la solenne processione dei vescovi e dei rappresentanti del governo cittadino che si recano verso la Cattedrale. 
La seconda interessante tappa di questo itinerario agatino, ci porta alla Chiesa di Sant'Agata al Carcere.


L’attuale chiesa fu costruita dopo il terremoto del 1693, a ridosso di uno dei bastioni della cinta muraria cinquecentesca che, a sua volta, aveva inglobato gli ambienti d’epoca romana con la prigione in cui Sant’Agata sarebbe stata rinchiusa durante il processo, portata dopo il martirio alle mammelle, risanata da San Pietro e dove, infine, spirò il 5 febbraio del 251 d.C. La chiesa può essere considerata uno dei monumenti più “compositi” di Catania, dal momento che presenta una sovrapposizione di strutture architettoniche e decorative di epoche diverse: romane, sveve, cinquecentesche e barocche.
Dalla piazzetta è possibile scorgere l’alto bastione 500esco in pietra lavica, nel quale si apre una piccola finestra seicentesca, su cui vi è un bassorilievo che rappresenta la visita di San Pietro alla santa. Sotto la finestrella una lapide marmorea invita il viandante ad onorare questo luogo: “Da qui entrava un poco di luce in questo tetro carcere, quando il tiranno vi rinchiuse Agata semispenta, nata a Catania; quando ferita la sanò l’Apostolo; e quando, mentre pregava, chiuse i suoi giorni. O aviatore, sosta ed onora questo luogo”. Il sito è sede di culto fin da tempi remoti: intorno al 313 fu eretta una cappella in memoria del luogo in cui la santa fu incarcerata. In epoca normanna, nel 1088, il vescovo Angerio fece erigere una piccola edicola dedicata a San Pietro, in memoria della visita che costui fece alla martire, risanandola dalle sue ferite. Questa edicola fu decorata nel 1512 dalla famiglia Guerrera con pregevoli affreschi ed ampliata fino ad incastrare le mura cinquecentesche. Superstite al terremoto del 1693 la cappella fu inglobata nella struttura settecentesca.

La facciata, opera di Francesco Battaglia, con il suo slancio prospettico accentuato dalla duplice gradinata e dai bassi corpi laterali. Nel prospetto barocco, nel 1762, venne rimontato il grandioso portale svevo che fino al 1693 ornava l’antico ingresso della Cattedrale. Il portale affascina per l’unicità delle decorazioni che ornano gli stipiti e le colonnine: sono scimmie, orsi, arpie, figure vegetali e antropomorfe che costituiscono un vero e proprio rebus marmoreo. Sopra il portale vi è un’elegante loggia-campanile con ai lati due figure di angeli tra un medaglione con il busto di S. Agata.
La chiesa custodisce sull’altare maggiore la pregevole opera Sant’Agata al rogo, eseguita da Bernardino Niger nel 1588: da notare sullo sfondo l’anfiteatro, ed il palazzo pretorio in procinto di crollare per il sisma che colpì la città durante l’estremo supplizio subito dalla santa.
All'interno della chiesa è anche possibile visitare il Santo Carcere, con mura spesse 2 metri; l’altare, con sopra una scultura raffigurante la santa del XVIII secolo, segna il punto in cui la martire spirò. Qui apparve S. Pietro con un angelo a risanarla dalle ferite provocate dal taglio delle mammelle. Ricordano l’evento una statua ed un putto settecenteschi collocate nel secondo ambiente, di forma stretta ed allungata, ricavato all’interno del bastione del 1556.
Sulle pareti, affumicate dalle candele, labilissime tracce di antichi affreschi, che si fanno risalire al XII secolo. 
Dirigiamoci adesso verso la tappa finale del nostro itinerario, raggiungiamo via Santa Maddalena e fermiamoci dinanzi alla Chiesa di Sant'Agata La Vetere.

La chiesa ha origini antichissime. La sua fondazione risale al 264, quando il vescovo Everio eresse una edicola votiva nel luogo in cui la vergine Agata subì il martirio del taglio delle mammelle, tredici anni dopo la sua morte (quando ancora il culto cristiano non era ancora legalizzato). Dopo l’editto di Costantino (313) l’edicola fu sostituita da un vero e proprio edificio di culto costruito tra il 380 ed il 436, in cui sarebbero state trasferite le reliquie della martire dal loro originario luogo di sepoltura (un luogo sicuramente ingrottato fuori dalle mura della Città). Ampliata in forma basilicale nel 778, la chiesa fu la cattedrale della città per otto secoli, fino al 1091 (quando il conte Ruggero edificò la nuova Cattedrale): per questo motivo è indicata con l’appellativo “la Vetere” (cioè l’antica). Nel 1613 la chiesa fu ceduta all’ordine dei frati francescani del convento di Santa Maria di Gesù e fu costruito un convento annesso ad essa.
Quasi totalmente distrutta dal terremoto del 1693, ad eccezione della cripta sotterranea, fu ricostruita nel 1722 più a ponente e con maggiori dimensioni. Il prospetto che stai guardando si presenta in semplice muratura, racchiuso tra bianche paraste in pietra calcarea. Sopra il portale si apre un’ampia finestra e la facciata culmina con un timpano triangolare. Ai lati del portone, due finestre tonde ed una lapide marmorea a ricordo delle illustri personalità che visitarono questo sacro luogo.
Per ripercorrere l'itinerario dedicato a Sant'Agata in compagnia delle audioguide, vi consigliamo di scaricare l'itinerario "Sant'Agata", che comprende tutti i luoghi simbolo della patrona, dalla splendida Badìa situata in via Vttorio Emanuele alla maestosa Cattedrale di Sant'Agata, il Duomo all'interno del quale sono custodite le spoglie della Santuzza, per finire con il Sacro Trittico di cui vi abbiamo parlato in questo post.
Non ci resta che augurarvi "buona Festa di Sant'Agata"!