03/07/15

La Cattedrale di Acireale e i suoi segreti



Benvenuti ad Acireale! Vi trovate in una delle città più belle (e forse sottovalutate) dell'intera Sicilia, famosa per il suo Carnevale fantasmagorico ma anche per il suo splendido barocco.
Ed è proprio del barocco che vi parliamo oggi, e più precisamente dell'edificio che più di tutti ne incarna la bellezza e la sontuosità: il Duomo di Acireale.
Sulla Piazza Duomo, considerata una tra le più belle piazze barocche siciliane, si affacciano alcuni tra gli edifici più rappresentativi della città: la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo del Comune, il Palazzo Modò e, appunto, la splendida Cattedrale. 
Dedicata all'Annunciata e a Santa Venera, patrona della città, è l'edificio che più di ogni altro segue l'evolversi della storia di Acireale. 
Ha un impianto risalente al ‘400, quando qui sorgeva un altarino dedicato alla Vergine Annunziata. Alla fine del ‘500, grazie a cospicue donazioni dei cittadini ed all'arrivo delle reliquie di Santa Venera, fu ampliata nelle sue forme attuali. 
È Cattedrale dal 1872. 
Il prospetto, in stile neogotico, fu completato sul finire dell'800 dall'arch. Giovan Battista Basile, su progetto dell'arch. Sebastiano Ittar.  
All'interno si trovano notevoli opere d’arte di grande pregio.

Dopo aver varcato il portone d’ingresso principale, potrete ammirare sulla sinistra, all’interno di una teca, il fercolo in argento cesellato sul quale, il 26 luglio di ogni anno, viene portato in processione il busto reliquiario di Santa Venera, patrona della Città dal 1651. 

Photo: www.postazioneavanzata.com
La chiesa, in stile barocco, è a croce latina con tre navate su cui spicca la ricchezza degli affreschi: la volta della navata centrale è affrescata con l'Apoteosi dell'incarnazione del Verbo divino, acclamato dal coro delle Vergini, di Giuseppe Sciuti del 1905; sulle vele tra i pilastri, invece, vi sono immagini sacre realizzate dal pittore acese Francesco Mancini.  
Lungo la navata destra si trovano interessanti tele del Seicento e del Settecento: la Madonna del Rosario del messinese Antonio Catalano, l'Angelo custode dell’acese Giacinto Platania, la Natività dell’acese Pietro Paolo Vasta, che fu uno dei più rinomati artisti del ‘700 siciliano.

E come in ogni Cattedrale che si rispetti, non può mancare una cappella dedicata all'amatissima patrona della città, Santa Venera. La Cappella è ricca e fastosa, costruita nel 1658 per custodire le reliquie della santa.
Santa Venera visse nel II secolo, tra il 100 ed il 143, e predicò il Vangelo in Sicilia, Calabria, Campania, fino in Gallia. Subì il martirio per decapitazione il 26 luglio del 143 d.C. 
La cappella, tra le più belle di Sicilia, fu affrescata nel 1711 da Antonio Filocamo, con episodi della vita della Patrona: sulla sinistra è raffigurato il “martirio” di Santa Venera, sulla destra “la predica” del messaggio evangelico da lei compiuta anche al di là dei confini di Sicilia, sulla volta l’affresco di Pietro Paolo Vasta raffigurante “La gloria di Santa Venera”.

Un'altra delle cose che più colpisce nel Duomo di Acireale è la celebre meridiana.
Lungo il pavimento del transetto, noterete infatti una meridiana in marmo, di notevole interesse scientifico e perfettamente funzionante: fu realizzata nel 1843, su progetto dell'astronomo danese C. F. Peters, dallo scultore catanese Carlo Cali', ed ornata con i dodici simboli dello zodiaco.
È proprio la meridiana ad essere protagonista del film del 2003 "Gli Astronomi" di Diego Ronsisvalle: la storia, ambientata nella Sicilia dell'Ottocento, racconta la genesi della costruzione proprio di questa meridiana, antichissima e di grande pregio. 

Photo: www.ecodelleaci.it

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Buon ascolto!

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