12/06/13

Turismo in Italia? Vince la buona tavola



I turisti visitano l’Italia per la buona tavola! E’ questo il risultato finale di un focus realizzato su dati Isnart-Unioncamere dal centro studi Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio.
La qualità della buona tavola ha ottenuto in una scala da 1 a 10 il voto di 8,2 seguito da cortesia e ospitalità con il voto di 8,1. La qualità del mangiare e del bere è l’elemento che risulta ottenere voti alti, da un minimo di 8,1 a un massimo di 8,3 in qualsiasi tipo di turismo, da quello montano a quello naturalistico, da quello culturale a quello sportivo.
“Si tratta di valori immateriali – si legge nel focus Fipe – che, almeno nel caso della ristorazione, assumono anche valenza economica considerando che il 19,3% delle spese sostenute dai turisti che hanno soggiornato in Italia nel 2012 è stato destinato alle consumazioni in ristoranti, pizzerie, bar, caffè e rosticcerie per un valore di circa 13,9 miliardi di euro. Nell’immaginario del turista ed anche nell’esperienza vissuta il cibo è la vera star dell’offerta turistica nazionale. È il risultato dell’azione combinata di tante persone che appartengono al mondo dell’agricoltura e dell’industria di qualità e a quello della ristorazione dove il nostro Paese può contare sulla straordinaria competenza di chef ai vertici dell’enogastronomia mondiale e su una rete di ristoranti e trattorie che anima ed arricchisce il territorio.”
Insomma potremmo dire che lo stereotipo straniero dell’Italia “spaghetti, pizza e mandolino” non è soltanto una visione banale e semplicistica o un cliché che ci portiamo dietro da anni e dal quale dovremmo liberarci, anzi, forse, dovremmo fare di questo motto il nostro punto di forza per dire alla fine: it’s the business!
E se con il mandolino non ci siamo ancora misurati per il resto e cioè la buona tavola, a dette di tutti, siamo sempre dei maestri.

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