06/04/13

Lo Street Food made in Sicily


Lo Street Food, il cibo da strada, è il vero biglietto da visita della tradizione culinaria di un Paese. Non si può, infatti, pensare di immergersi pienamente nella cultura, nella quotidianità e nei sapori più genuini di un popolo senza aver assaggiato le specialità tipiche che vengono prodotte, vendute e consumate per le strade della città.
Il cibo di strada, quello dei chioschi, dei carretti ambulanti, delle bancarelle, una volta destinato a chi non poteva permettersi una cena al ristorante adesso è diventato una moda, una tendenza.
Non solo, quindi, destinato ai turisti che non vogliono spendere troppo ma anche a tutti coloro i quali amano conoscere a fondo tradizioni e sapori del posto che stanno visitando.
Piccole e sfiziose bontà, golosità per intenditori, quindi.
E se c’è un posto dove il “cartoccio da marciapiede” la fa da padrona quel posto è sicuramente la Sicilia. Non vorremmo esagerare dicendo che, forse, è proprio qui che è possibile assaggiare uno Street Food da leccarsi i baffi, forse tra i migliori al mondo.
Impossibile elencare tutte le specialità che si possono acquistare percorrendo i marciapiedi delle strade della Trinacria ma noi ci proviamo lo stesso..quantomeno con le più famose.
Iniziamo subito con il capoluogo, Palermo. Solo qui ci sono almeno un centinaio di chioschi all’aperto in cui è possibile assaggiare lo Street Food più saporito e gustoso dell’Isola.
Lo Sfincione, ad esempio, piatto tipico della tradizione palermitana può essere considerato l’equivalente siciliano della pizza per i napoletani. Pasta di pane condita con pomodoro, caciocavallo o pecorino, acciughe, cipolla e pan grattato. (Leggi qui la ricetta)
E ancora sempre tra le strade di Parlermo u “Pani ca ‘meusa”, una pagnotta morbida farcita con le interiora di vitello, una variante prevede l’aggiunta di ricotta fresca o caciocavallo.
E infine, ma non per importanza, “Pane e Panelle”. Le Panelle sono delle deliziose, piccole e cremose frittelle fatte solo con farina di ceci, acqua, sale, prezzemolo e pepe, che si fanno fritte e si mangiano dentro ad una morbida pagnotta ricoperta di semini di sesamo.
Imperdibili se passate da Palermo! (Leggi qui la ricetta)
Adesso ci spostiamo a Catania dove i chioschi, posti negli angoli delle strade o nella piazze, non sono solo dei luoghi dove acquistare il cibo bensì, aperti 24 ore al giorno e 365 giorno all’anno, rappresentano un punto di incontro e di ritrovo, una tappa fissa dopo il cinema o la cena, il ristoro dalla sete dal caldo estivo e la tregua di chi lavora.
Vi è infatti un rito che si ripete piacevolmente fin dai tempi degli “acquaioli”, venditori ambulanti, che si fermavano ai bordi delle strade per rinfrescare la gente con acqua fresca aromatizzata con lo "zammù"(anice) e tenuta a temperatura dentro i ” Bummoli” (anfore).
Il rito di cui vi parliamo è proprio questo:  dissetarsi con 
sciroppi misti ad acqua seltz. Tra le varie bevande il famosissimo “Seltz, limone e sale”, il “Mandarino al limone”, il“Tamarindo”, lo "Sciampagnino" e tante altre frizzose specialità.
E tra le tante specialità acquistabili nei chioschi catanese ce n'è una che di frizzoso non ha nulla ma che non può non essere citata: il “Frappè alla nutella“.
Leggendario è dir poco perché non c’è Frappè migliore di quello dei chioschi catanesi.
Vi elenchiamo solo gli ingredienti: brioche, panna e nutella. A tonnellate però. Messi dentro un frullatore e shakerati.
Una colata di crema nutellosa con pezzetti sparsi di pandispagna.
E sempre rimanendo a Catania la massima espressione dello Street Food è rappresentata “dall’Arrusti e mangia”.
Soprattutto nei quartieri popolari vi sono diversi negozi che la sera all’esterno accendono grossi bracieri su cui vengono arrostiti vari tipi di carne, soprattutto equina, da mangiare dentro un morbido panino.
Polpetta o fettina accompagnata dalla cipolla di Zafferana arrostita anch’essa sulla brace.
Se passate da Catania non potete perdervi questa specialità.
Così come se passate da Ragusa e Siracusa non potete perdervi il “pane cunzatu”, il pane farcito con pomodoro, formaggio, origano, sale, pepe nero e olio extravergine di oliva.
Le varianti sono innumerevoli ma la bontà è unica e imperdibile.(Leggi qui il post).
E infine concludiamo il nostro tour sullo Street Food siciliano citando qualcosa che in Sicilia non ha confini di paese o città. Qualcosa che potremmo definire l’emblema del cibo “mordi e fuggi” alla siciliana: l’Arancino!!
Calde e fragranti, le “Piramidi” di riso sono fritte nell’olio. Farcite, nella versione classica, con ragù, mozzarella e piselli, quelle “al burro”, invece, con mozzarella, prosciutto e besciamella. Ma la fantasia dei siciliani non si ferma qui: agli spinaci, alla norma, al pistacchio, agli asparagi, al salmone e chi più ne ha più ne metta.(Leggi qui il post)
Impensabile venire in Sicilia e non assaggiarle così come tutto lo Street Food di cui vi abbiamo parlato perché la cucina di strada è uno dei modi più immediati, caratteristici e naturalmente gustosi per conoscere e scoprire la terra che si sta visitando.
Una delle esperienze più appaganti che si possono vivere in viaggio.


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