15/03/13

In Sicilia arrivano gli hotel diffusi




In Sicilia come un pò in tutta Italia si sta cercando di migliorare il settore turistico e per fare questo si sta puntando su elementi come la destagionalizzazione ed ecosostenibilità. All’isola non manca nulla per competere, visto che ormai è facilmente possibile trovare voli economici per le principali città siciliane e che sono diverse le offerte di voli con hotel che permettono di risparmiare sul prezzo finale.
Una delle ultime strade su cui si sta lavorando riguarda gli hotel diffusi, che puntano a creare strutture ricettive con il corpo dei servizi dislocati a breve distanza, che permetterebbero in un colpo solo di recuperare il patrimonio edilizio locale e di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni, creando al contempo nuova occupazione.
Il progetto nasce da un DDL presentato all'Assemblea Regionale Sicilia dal Movimento Cinque Stelle e più precisamente dalla deputata Claudia La Rocca. Questa forma di ricettività punta a dislocare gli alloggi turistici nelle abitazioni del centro storico, permettendogli così di usufruire immediatamente di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti come ricevimento, sale comuni, bar e punto ristoro. L’albergo diffuso punta ad abbracciare i nuovi modelli di turismo sostenibile, facendo si che il visitatore possa meglio vivere quelle che sono le atmosfere ed i sapori autentici della località che sta visitando, allontanandolo dunque dall’idea di un qualcosa d’artificiale costruito apposta per lui.
Questo gli permetterà di scoprire meglio come scorre la vita ad esempio dei piccoli borghi oltre che nei centri storici, permettendogli peraltro d’apprezzare al meglio i sapori e l’ospitalità tipica siciliana, da sempre punti di forza dell’offerta turistica regionale.
Con questa idea si punta insomma a favorire le piccole e medie realtà in ambito turistico, oltre che ad aprire innumerevoli opportunità per chi vuole investire nell’isola ed al contempo mantenere quelli che sono i beni artistici e strutturali locali, evitando dunque di costruire ulteriormente in una terra dove negli anni si è già costruito fin troppo rispetto a quelle che sono le reali esigenze locali.

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