18/07/12

A Siracusa, pupi e pupari sulla scia di Orlando



Non si può pensare "Sicilia" senza pensare ai pupi siciliani! Anche se i pupi sono famosi in tutta l'Isola, Siracusa ha una tradizione molto particolare che vede i "pupari" realizzare le marionette e animarle con una tecnica del tutto peculiare, diversa da quella utilizzata negli altri centri della Sicilia.
La storia dei pupi può essere fatta risalire fino ai greci, ma è negli ultimi 150 anni che si è arricchita di quegli elementi che ancora oggi la caratterizzano e ne costituiscono l'emblema. Il pioniere dei pupi moderni fu senza dubbio Don Ciccio Puzzo, che nel suo scantinato di via Mario Minniti costruì le proprie marionette e mise in scena i primi spettacoli. La sua attività durò fino al 1919, e fu continuata dai figli fino al 1948. Negli anni successivi si videro a Siracusa pochissimi spettacoli di pupi, ma le cose cambiarono nel 1978, anno in cui i fratelli Vaccaro debuttarono con il loro spettacolo ispirato all'opera carolingia. Da allora, nel loro teatro di via Nizza, i due fratelli contuarono a proporre le loro esibizioni. Nel 1990 però, una scossa sismica danneggiò il teatro rendendolo inutilizzabile e costringendo gli spettacoli ad una brusca interruzione. Ma ormai i pupi siracusano erano radicati come tradizione cittadina, e nonostante la morte dei due fratelli Vaccaro, la famiglia continuò a portarne avanti l'operato con la fondazione dell'associazione "Opera dei pupi di Alfredo Vaccaro" allestendo un piccolo spazio espositivo su via della Giudecca, oggi sede del nuovo teatro. L'associazione non esiste più ma è stata oggi sostituita dalla Compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri, ideale anello di congiunzione tra le due celebri famiglie di pupari: i Vaccaro appunto, e i Mauceri che operano tuttora. 
Il teatro è particolarmente attivo e organizza una stagione teatrale annuale che va da fine marzo a dicembre, dove si alternano spettacoli tradizionali recitati dal vivo e serate speciali dedicate alle tragedie greche.
I pupi indossano armature scintillanti e inscenano epiche cavalleresche ispirate al ciclo carolingio. La scena siracusana è attiva sin dal 1875 e rappresenta un punto di incontro ideologico tra le due scuole palermitana e catanese, forse più celebri.
Qualche curiosità in più?
La storia racconta che Rosario Vaccaro iniziò a frequentare la botteca di Ernesto Puzzo già nel 1926, apprendendo le tecniche di lavoro, di costruzione e di messa in scena, nonchè i segreti della drammaturgia e della decorazione dei cartelloni. Nel corso degli anni Settanta, l'operato di Rosario e del fratello si diresse però in una direzione diversa da quella dei maestri, andando in cerca di nuovi stimoli e nuove contaminazioni. Una delle principali difficoltà incontrata dai fratelli Vaccaro era quella di far rinascere lo spirito teatrale negli abitanti di Siracusa, catturando contestualmente l'attenzione sia dei più tradizionalisti sia dei più moderni. L'occasione si presentò per puro caso: un giornalista intervistò i fratelli e mostrò i loro pupi in televisione, generando l'interesse sia degli spettatori che degli operatori turistici. Una grande opportunità di raggiungere un enorme pubblico potenziale; ma non essendo essi nè attori nè registi dovettero chiedere aiuto ad altri siracusani che si occupassero di tutte le messe in scena. Fu qui che commisero un passo falso: per sopperire alla mancanza di attori, le voci e il sottofondo musicale furono registrati. Scelta questa, che non fu apprezzata dai "puristi" del teatro dei pupi. Nonostante tutto, i Vaccaro restano storicamente un punto fermo imprescindibile nella tradizione dei pupi e dei pupari. 
Vi consigliamo vivamente di assistere ad uno spettacolo dei pupi durante il vostro soggiorno a Siracusa: un'esperienza coinvolgente e magica che vi farà tornare  bambini e certamente vi emozionerà!


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