08/05/12

In giro per Palermo: i monumenti da non perdere #1

Photo: www.globeimages.com

Palermo vi affascinerà con la sua nobiltà, aristocraticità e ricchezza di stili architettonici: qui si sono succeduti arabi, normanni e spagnoli lasciando il loro segno indelebile e rendendo il capoluogo della Sicilia una delle più affascinanti città in cui vi ritroverete a passeggiare.
L'emblema di questo magico mix di stili è la Cattedrale, che combina in singolare armonia lo stile normanno dell'inizio dei lavori con i successivi innesti architettonici: la cupola del Settecento e le absidi medievali dai caratteristici archi intrecciati, e, ancora, le statue cinquecentesche di santi che adornano l'interno.
Visitate la cappella che ospita le tombe di alcuni importanti re siciliani e dell'imperatore Federico II di Svevia, e il reliquiario di Santa Rosalia, patrona della città.
Lasciata la cattedrale, dirigetevi nella splendida piazza Vigliena. E non stupitevi se, chiedendo indicazioni ai passanti per raggiungerla, vi capiterà di incontrare gente che non sa di cosa stiate parlando! I palermitani la chiamano semplicemente piazza dei "Quattro Canti", o a volte "Teatro del Sole" in onore della luce incredibile che assume al tramonto. Vi trovate all'incrocio tra la più antica strada di Palermo, via Vittorio Emanuele, e via Maqueda: su ciascuno dei quattro angoli troneggia un fastoso apparato barocco di statue e fontane. Si narra che nel 17° secolo, epoca della nascita di questa piazza, le quattro "quinte" barocche servissero a celare agli occhi dei nobili passanti le brutte e sporche baracche del popolo che si estendevano a ridosso dei palazzi aristocratici.
A pochi passi dai Quattro Canti si trova la Fontana Pretoria, risalente al Cinquecento. Con le sue vasche scenografiche collegate da ponticelli e decorati con statue di divinità e personaggi mitologici, la fontana è il monumento più fotografato e ammirato della città. Fu commissionata inizialmente dal nobile Luigi di Toledo, che tuttavia poi, spinto dai debiti, fu costretto a venderla al Senato. Era il 1957 e la fontana giunse a Palermo smontata in ben 644 pezzi! Era così imponente che per poterla sistemare nella piazza del municipio fu necessario demolire alcune costruzioni circostanti. La piazza e la fontana vennero conosciute anche con l'appellativo "della Vergogna": per la presenza di statue nude o per stigmatizzare la corruzione di alcuni vertici comunali?
Il nostro giro per Palermo per oggi finisce qui...A domani con un post che vi accompagnerà alla scoperta di altre meraviglie del capoluogo siciliano: Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, il Teatro Massimo, San Giovanni degli Eremiti...
Stay tuned!


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