20/04/12

Splendida natura e borghi suggestivi: non perdetevi il Parco dei Nebrodi! - 2° parte -

Continua il viaggio che vi proponiamo attraverso il meraviglioso territorio del Parco dei Nebrodi: in un post di qualche giorno fa vi avevamo accompagnato alla scoperta di questa zona incredibile, con la sua natura e i suoi borghi. Dopo Randazzo, Ucrìa, Milè e il biviere di Cesarò, proseguite adesso verso la cittadina di Cesarò.
Vi troverete in un piccolo paese sovrastato dalla maestosità dell'Etna: in pochi minuti, dal centro del paese, potrete raggiungere il punto panoramico di Cristo sul Monte, da cui si scorge una vista mozzafiato sul vulcano.
Gli appassionati di fotografia non sapranno resistere!
E se non ne avete abbastanza, eccovi un altro punto da cui si gode di una vista spettacolare: San Marco d'Alunzio, un minuscolo borgo a 550 metri d'altezza, proprio vicino alla costa. Da qui potrete vedere e fotografare addirittura Cefalù, Capo d'Orlando e le isole Eolie. In paese sarà interessante visitare il Monastero delle monache benedettine, risalente al XVI secolo e abitato dalle religiose fino al 1866, che oggi ospita il Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne.

Numerosissime sono le feste religiose e popolari che si susseguono nelle cittadine dei Nebrodi, ricche di folclore e famose in tutta l'isola. 
Ad esempio, a Tortorici, nota per la produzione di statue in bronzo e campane, è proprio la grande campana della Chiesa di San Sebastiano a fare da colonna sonora alla festa del Santo Patrono, che si tiene due volte l'anno, per l'intero mese di gennaio e un solo giorno a maggio. 
Durante la festa, il rito sicuramente più suggestivo è quello della Bula, dalle chiare origini pagane di rito propiziatorio.

Appena conclusasi nel periodo di Pasqua è la Festa dei Giudei, che si tiene a San Fratello il mercoledì, giovedì e venerdì Santo: i giudei che danno il nome alla celebrazione sono quelli che percossero il Cristo lungo il percorso verso il Calvario. Gli abitanti di San Fratello, per l'occasione, indossano antichi costumi di mussola rossa e strani copricapo, ad interpreatre i "giudei" che ripercorrono le vie della cittadina tra squilli di tromba nel chiaro intento di distogliere l'attenzione popolare dal dolore per la mostre del Cristo.

Ha invece connotati di origine decisamente pagana l'originale festa detta de "U Muzzuni", il 24 giugno ad Alcara Li Fusi. Ogni quartiere della città ospita, su un altarino ricoperto di tappeti dai colori sgargianti, una brocca dal collo mozzo adornata da ori e stoffe; una sorta di simbolo fallico emblema di fertilità e ricchezza che viene celebrato per tutto il giorno da cantori e gruppi folk.

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