11/10/11

Opere d’arte della tradizione popolare: il carretto siciliano


Nato come strumento di lavoro per trasportare merci e persone  è adesso simbolo della tradizione folcloristica siciliana.
Accompagnati dal tintinnio dei campanacci e spesso dal canto del carrettiere, erano costruiti da abili artigiani.
Il carretto siciliano nasce intorno al 700 e veniva anticamente usato per il trasporto di legna e merci di ogni tipo: dai sacchi di grano agli agrumi, dalle mandorle ai barili di vini.
Diverse le figure professionali impegnate nella costruzione: u firraru, il fabbro, che realizzava tutte le parti in ferro che costituivano l'ossatura del carro; u siddaru, che sellava e arricchiva l'animale da traino con ornamenti quali fiocchi, nastri, campanelli e pennacchi, generalmente di colore rosso e giallo, i colori della Sicilia; u ferrascecchi, che si occupava di ferrare il cavallo una volta al mese e infine gli intagliatori che decoravano con pitture ed incisioni le fiancate.
Chi è stato almeno una volta in Sicilia sa bene che non esiste un negozio di souvenir che non proponga le riproduzioni in miniatura dei carretti siciliani.
Dai colori sgargianti le raffigurazioni erano di solito immagini sacre, scena di vita quotidiana, episodi di romanzi cavallereschi, gli stessi narrati negli spettacoli dei Pupi siciliani, o fatti storici come le battaglie di Napoleone e le crociate.
Oggi, questi meravigliosi esempi del folclore dell'isola, si possono ammirare in molte feste popolari. Tra le più famose la festa di Sant’Alfio a Trecastagni e la festa del Santissimo Crocifisso che si celebra il 3 maggio a Canicattì.
A Terrasini, in Provincia di Palermo, esiste inoltre il Museo del Carretto Siciliano.
Tutti coloro che apprezzano le tradizioni di questa splendida isola del Mediterraneo non possono non lasciarsi travolgere dal fascino della storia e della tradizione che il carretto siciliano porta con sé.

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