18/08/11

Un tour dei castelli siciliani: un viaggio alla scoperta di un tempo perduto


Dame e cavalieri, assedi e duelli, amori e delitti, veleni e tradimenti, nell’immaginario comune tutto questo si può racchiudere in una sola parola: castello!
Nelle pietre dei castelli sono incisi secoli di storia e, fra torri ardite e ponti levatoi, è difficile resistere al fascino e al mistero di una fortezza.
Provare queste emozioni in Sicilia è davvero facile.
Questa terra, infatti, di castelli ne vanta tanti perché tanti sono stati gli invasori che si sono succeduti negli anni, che con le loro dimore hanno lasciato un segno del loro passaggio e un’espressione del loro potere.
Se ne contano circa 200, edificati dagli Svevi e da famiglie nobiliari come i Chiaramonte e i Ventimiglia.
Quelle che secoli fa erano fortezze inespugnabili, oggi, permettono al turista di fare un viaggio a ritroso nel tempo, un affascinante tuffo nel passato.
Sono ogni anno più numerosi i turisti che scelgono di venire in Sicilia per un Tour dei castelli.
Presentarli tutti, data la grande quantità, risulta praticamente impossibile ma noi di Listen vi proponiamo un breve itinerario  tra i castelli più famosi!


Iniziamo dall’entroterra siciliano, dal piccolo paese di Sperlinga,  in provincia di Enna.
Su una rupe dei monti Nebrodi, crivellata da molte grotte, sorge la fortezza di Sperlinga che deriva il suo nome dal termine latino spelunca e cioè "antro naturale profondo e oscuro".
Il castello, edificato intorno al 1082, sfrutta ed utilizza la roccia come piano costruttivo. E' composto, infatti, sia da ambienti scavati all'interno della rupe sia da strutture architettoniche disposte sui suoi fianchi.
Della sua passata gloria, attualmente, rimangono una parte delle antiche mura, la bifora considerata monumento nazionale, la sala di rappresentanza del principe, la cappella e la ripida scalinata intagliata nella pietra che conduce alla torre d'avvistamento e che regala al turista una vista a 360°.


Il Castello dei Ventimiglia a Castelbuono, in provincia di Palermo, si trova nel colle San Pietro e fu edificato nel 1316.
Il palazzo si sviluppa su tre piani: il primo ad uso della servitù con i servizi, il secondo per i nobili con la sontuosa Cappella Palatina dedicata a S. Anna e contenente un reliquario della Santa venerata come la patrona della città, e il terzo destinato alla corte e agli ospiti.
Non mancano i sotterranei con le carceri, le stanze per la tortura e una galleria che conduce alla Chiesa di San Francesco.
Ogni anno, nel mese di luglio il fascino medievale rivive grazie alla "Giostra dei Ventimiglia" che prevede giochi cavallereschi con costumi d'epoca risalenti al XIV secolo.

Sempre in provincia di Palermo si erge il Castello di Caccamo.
Arroccato su un ripido sperone roccioso, edificato dalla famiglia Chiaramonte, è senz'altro uno dei manieri feudali più importanti, suggestivi e meglio conservati dell'isola, oltre ad essere il più grande. Al suo interno si distinguono i locali delle scuderie, la sala del teatro, i vari corpi di guardia, la cappella, la torre mastra, le stanze della servitù, le prigioni con le pareti piene di graffiti lasciati dai detenuti, la Sala della Congiura e la notevole Sala delle Armi arricchita da possenti armature.

Dal terrazzo occidentale, a strapiombo sulla vallata, si gode un superbo panorama.



Fondato durante il regno di Ruggiero e avvolto nel mistero il Castello di Carini, sempre in provincia di Palermo.
Secondo la storia nel castello si consumò un duplice omicidio che destò grande scandalo.
La vicenda, narrata attraverso un poemetto in vernacolo siciliano, racconta le vicende della baronessa di Carini e del suo amante assassinati il 4 dicembre del 1563.

Se si vogliono rivivere i fasti del Medioevo bisogna spostarsi nella provincia di Trapani, ad Erice, antico borgo di origine fenicia, dove tutto è rimasto come allora.
Considerata l'Assisi del Mezzogiorno, questa città fortificata è caratterizzata da un cinta muraria che racchiude nel vertice sud il Castello di Venere sorto su un'area dove in epoca romana c'era un tempio dedicato al culto di Venere.
Dal belvedere lo sguardo spazia tutt'intorno offrendo una superba vista che abbraccia Trapani e le isole Egadi a ovest, le torri a nord, la torretta Pepoli in basso, la costa e, se c'è bel tempo, anche Ustica.

Le prime notizie certe relative al Castello di Naro, ad Agrigento, risalgono alla guerra dei Vespri quando i francesi che vi risiedevano furono uccisi e i loro cadaveri esposti alle mura della roccaforte.
Costruito nel Trecento dalla potente famiglia dei Chiaramonte, e per questo comunemente noto come castello Chiaramontano, è stata dichiarato monumento nazionale.
Il complesso comprende un muro di cinta con cammino di ronda e la torre quadrata voluta da Federico II d'Aragona nel 1330.
Tra gli ambienti interni il bel salone e un'ampia cisterna aperta che veniva usata talvolta come prigione.

Tra le 200 fortezze presenti in Sicilia è senza dubbio al  Castello di Mussumeli che spetta la palma della più inaccessibile e inespugnabile.
Capolavoro d'architettura militare, fu fatto erigere da Manfredi III Chiaramonte.
La fortezza è delimitata da un muro di cinta irregolare che sfrutta al meglio ogni possibile appoggio offerto dai costoni rocciosi; in tal modo la parte costruita dall'uomo si fonde con quella creata dalla natura.
Meritano di essere visitate: la Sala dei Baroni e la "Prigione della Morte" dove i condannati venivano calati attraverso una botola e uccisi per annegamento.

Altro esempio di castello isolano è Castello Ursino a Catania.
Al suo interno si possono ammirare svariate opere d'arte, come la rappresentazione "La Vergine in trono" di Antonello de Saliba e risalente al 1497 o il ritratto di "San Cristoforo" del 1637 e realizzato da Pietro Novelli.
Fu costruito per volere di Federico II verso la prima metà del 1200 e fu residenza dei reali aragonesi durante il XIV secolo.

Restando in provincia di Catania, ci spostiamo ad Acicastello.
In nera pietra lavica, questa fortezza normanna è arroccata su uno sperone di roccia che si staglia sul mare blu cobalto, alle porte di Catania.
Importante nella tradizione popolare per aver ospitato nel 1126 le reliquie di S.Agata riportate in patria da Costantinopoli.
Nel 1169 una disastrosa eruzione dell'Etna investì il paese di Aci raggiungendo la rupe che emergeva dal mare, danneggiando, solo parzialmente, la forte base.
Attualmente del castello si possono ammirare una torre, buona parte del corpo centrale e, soprattutto, la posizione dominante sul mare. Dalla sua cima, infatti, si gode un bel panorama sui Faraglioni dei Ciclopi.

Per l'ultima tappa del nostro tour ci spostiamo a Ragusa dove si erge il Castello di Donnafugata, splendido esempio dell'arte tardo-romantica e costruito grazie al volere di Corrado Arezzo, Barone di Donnafugata.
Le notizie più certe sul castello incominciano nel XVII secolo, quando i già citati Nobili Donnafugata acquistarono il fondo ed iniziarono i lavori di costruzione del Castello nel 1640.
Punto di forza del castello è sicuramente il parco contenente anche un pittoresco labirinto, preceduto da un soldato borbonico con un fucile. 
Vicino al labirinto, in passato oggetto di svago per gli ospiti del Castello ed oggi a disposizione dei turisti, c'è una piccola cappella contenente un barbuto monaco che cerca d'abbracciare i visitatori.
All'esterno del palazzo una grande terrazza che conduce da un lato alla torre e dall'altro al già citato parco.



Scopri qui gli indirizzi migliori per dormire, gustare la cucina tipica, divertirti e fare shopping durante il tuo viaggio in Sicilia

Nessun commento:

Posta un commento