30/06/11

Sicilia: terra di miti e leggende. Eccone i luoghi..


La Sicilia è sicuramente una terra suggestiva ed emozionante, ricca di tradizioni millenarie e un susseguirsi di dominazioni dai Fenici, ai Greci, ai Bizantini, agli Arabi, agli Spagnoli, agli Austriaci, ai Borboni, solo per citarne alcuni.
Crocevia di tradizioni che, grazie alla grande sapienza degli abitanti, sono arrivate fino ai noi, rendendo affascinante e misterioso muoversi  nei luoghi teatro di miti e leggende.
Non c’è paese che non ne possa raccontare una ed è praticamente impossibile tracciarne un quadro completo ma ve ne sono alcune che sono emblema della cultura popolare, le più conosciute nel territorio.
Nell’isola di Ortigia a Siracusa nasce la leggenda della fonte Aretusa, uno dei miti più affascinanti del siracusano.
Il fascino è già assicurato dallo spettacolo visivo di una fonte d’acqua dolce che giunge per via sotterranea sino all’isola per poi riversare le sue acque in mare. Il tutto è reso ancora più affascinante dalla leggenda che narra la storia di Aretusa, un personaggio della mitologia greca.
Il dio Alfeo, figlio del Dio Oceano, era innamorato della bellissima ninfa Aretusa la quale per sottrarsi alle sue attenzioni decise di trasferirsi ad Ortigia. Qui la dea Artemide la tramutò in una fonte. Zeus, commosso dal dolore di Alfeo, lo mutò in un fiume, permettendogli così, dalla Grecia, di percorrere tutto il Mar Ionio per unirsi all’amata.
Ancora oggi il mito rivive grazie alla Fonte Aretusa presente appunto nell’isola di Ortigia.
Nelle zone etnee nasce e rivive invece la leggenda di Aci e Galatea la quale spiega la presenza di sorgenti d’acqua dolce e l’innumerevole proliferarsi di nomi di paesi con il suffisso Aci.
Aci era un pastorello che viveva lungo i pendii dell’Etna innamorato della bella Galatea la quale, per amore del pastorello aveva respinto le proposte amorose di Polifemo. Questi, offeso per il rifiuto subito, uccise il suo rivale.Nereide, grazie all’aiuto degli Dei, trasformò il corpo di Aci in sorgenti d’acqua dolce che scivolano ancora oggi lungo i pendii dell’Etna. Vicino l’attuale Capo Mulini, non lontano dalla costa, scorre una sorgente chiamata dagli abitanti del luogo “il sangue di Aci”per il suo colore rossastro.
Sempre nei pressi di Capo Mulini esisteva un piccolo villaggio chiamato, in memoria del pastorello Aci. Dopo un violento terremoto che ne causò la distruzione molti sopravvissuti fondarono altri centri e in ricordo della loro città d’origine li vollero chiamare con il nome di Aci al quale fu aggiunto un appellativo per distinguere un villaggio dall’altro.
Nove centri di questa parte della Sicilia portano il suffisso Aci. Tra questi ad esempio, Aci Castello, appellativo dovuto alla presenza di un castello costruito su di un faraglione, ed Acitrezza, la cittadina dei tre faraglioni o isole dei Ciclopi: otto pittoreschi scogli basaltici che sempre secondo la leggenda furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga.
Un’altra leggenda, forse tra le più conosciute in tutta l’area dello stretto, narra che, durante le invasioni barbariche, un’orda di conquistatori, dopo aver  attraversato e saccheggiato tutta la penisola, arrivò fino alle rive di Reggio e si trovò davanti allo stretto. Il re preso dalla bramosia di annoverare tra le sue conquiste questa misteriosa terra dove “un gran monte fumava” si chiedeva come poterla raggiungere. È qui che intervenne la Fata Morgana che gettando in mare tre sassi iniziò il sortilegio. Con la sua magia la fata fece si che la Sicilia apparisse di colpo improvvisamente vicina, come raggiungibile in un salto. Il re balzò da cavallo ma quando l’incantesimo si ruppe affogò miseramente.
La leggenda in realtà vuole spiegare un fenomeno ottico, noto con il nome di Fata Morgana, che pare sia visibile in determinate condizioni atmosferiche nello stretto di Messina. L’immagine della città si riflette negli strati d’aria che la sovrastano. Guardando da Messina verso la Calabria, e viceversa, si vede come sospesa nell'aria l'immagine di una città irreale che poi svanisce in poco tempo.
La Sicilia è forse la terra che più delle altre offre uno dei migliori scenari culturali e folcloristici in grado di provocare nel visitatore grande suggestione ed emozione. Essa sa raccontare e lo fa con i luoghi, ed per questo che potremmo continuare per ore e ore con la leggenda del rapimento di Proserpina nel lago di Pergusa, della trasformazione della ninfa Scilla in un mostro, della straordinaria leggenda del gigante Tifeo che sorregge con tutta la sua forza la Sicilia…..



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