08/06/11

SANTA CROCE CAMERINA, A UN PASSO DAL MARE DI MONTALBANO


Collocata su un pendio dei Monti Iblei, a pochi chilometri dal mare, in una terra costellata da alberi di carrubo e disegnata dai tipici muri a secco, Santa Croce Camerina è un sito di importante interesse archeologico cosi come le vicine Kamarina e Kaucana.
Prima della fondazione di Kamarina, nel 598 DC, nel territorio di Santa Croce si trovavano solo villaggi di agricoltori e pescatori, che sopravvissero a lungo all'ombra della grandiosa egemonia greco-siracusana rimanendo sempre piccoli centri.
Oggi la cittadina è un centro prevalentemente agricolo, dominato dalle produzioni orticole e floricole in ambiente protetto, e avvantaggiato dalla vicinanza al mare e alla fascia costiera che costituisce il centro propulsivo delle attrattive turistiche balneari della zona.
Di grande interesse a Santa Croce Camerina sono la Chiesa Madre, dedicata a San Giovanni e risalente al XIII sec., e numerosi edifici di interesse architettonico e artistico notevole: il Palazzo Celestri Sant'Elia, il Palazzo Vitale-Ciarcià, il Palazzo Carratello e Casa Agnello (detta anche Casa Pace), tutti risalenti al periodo del 1600-1700.
Nelle immediate vicinanze di Santa Croce Camerina, meritano una visita “'U Vagnu” o “Dammuso ri Mazzagnuni”, edificio con pianta a croce risalente al periodo romano-bizantino costruito con pietre squadrate unite senza malta e coperto da una cupola emisferica, e le numerose torri di epoca feudale costruite lungo la costa a difesa della zona: Torre di Mezzo, Torre del Braccetto e la più antica Torre di Punta Secca (piccolo centro balneare caratterizzato dall'altissimo Faro di 34 metri risalente al 1853 e dalla casa dell'ormai famosissimo Commissario Montalbano protagonista dell'omonima serie televisiva).
Tra le tradizioni popolari più suggestive che si svolgono a Santa Croce Camerina, impossibile non ricordare i festeggiamenti in onore del Santo Patrono, San Giuseppe: un mix di elementi folcloristici, religiosi e popolari, caratterizzato da processioni e tavolate (dette “tavole” o “cene”) cui prende parte ancora oggi l'intera cittadinanza impegnata ad imbandirle con specialità locali tra cui spicca il tipico pane di San Giuseppe, lavorato e ornato con particolarissime decorazioni artistiche.


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